Un allenatore può soltanto dare il massimo, non di più, ma egli deve farlo, non solo per se stesso, ma per chi gli dà lavoro, e per i giovani che egli allena. Se tu dai veramente il massimo, e soltanto tu lo sai veramente, allora avrai successo, e non conta se vinci o se perdi. Ma se tu non dai il massimo, hai sbagliato, anche se il risultato sembra darti ragione. Questo non vuol dire che non devi allenare per ottenere la vittoria. Devi insegnare ai tuoi giocatori a giocare per vincere e devi fare tutto quanto in tuo potere, purché etico ed onesto, per vincere. Non voglio giocatori che non hanno un acuto desiderio di vincere e che non giocano con determinazione ed aggressività per raggiungere quello scopo. Ma io voglio avere la sensazione (e voglio che anche i miei giocatori l’abbiano sinceramente) che dare il massimo è in sé una vittoria, e che dare meno del massimo è una sconfitta. È possibile che tutti i successi che ho avuto e che potrò avere siano in proporzione diretta alla mia abilità non solo nel far capire questo concetto ai miei giocatori, ma anche nel seguirlo io stesso. Quindi io continuo a ripetere ai miei giocatori che tutto ciò che mi aspetto da loro, nell’allenamento e in partita, è il meglio. Devono voler diventare il meglio di quanto possono diventare. Dico loro che, certo, voglio che siano soddisfatti della vittoria e di una buona prestazione personale, ma soprattutto che la più grande soddisfazione la ricevano dal sapere che tanto loro quanto la squadra hanno dato il massimo. Spero che le loro azioni e la loro condotta, dopo una partita, non indichino vittoria o sconfitta. Bisogna uscire a testa alta, quando si è dato il massimo, indipendentemente dal risultato, e non vi è ragione per gioire troppo di una vittoria o per deprimersi per una sconfitta. Inoltre sono convinto che chi sa essere soddisfatto per aver dato il massimo, alla fine avrà risultati uguali o migliori delle proprie capacità naturali…
DARE IL MASSIMO