nessuno mi ha chiesto nulla, però...
l’arte di governare

Finalmente la cerimonia giunse alla conclusione. L’ultimo Naib si fermò di fronte a Leto: era Stilgar, nella “posizione d’onore della retroguardia”. Invece di panieri ricolmi della preziosissima spezia, gemme di fuoco o altri doni costosissimi che giacevano a mucchi attorno al trono, Stilgar portava in omaggio una benda frontale di fibra di spezia. Il falco degli Atreides era stato ricamato in verde e oro.

Stilgar la depose sul secondo gradino del trono, e si inchinò profondamente. - a te la benda che tua sorella portava sulla fronte quando la feci venire nel deserto con me per proteggerla -

Leto dissimulò un sorriso guardando sua sorella Ghanima - so che hai vissuto momenti difficili, Stilgar - disse - c’è qualche cosa qui che vorresti in cambio ? - indicò con la mano i costosi doni che erano sparsi attorno a lui

- no mio Signore.

- accetto il tuo dono allora - e Leto si piegò in avanti, afferrò l’orlo della veste della sorella, e ne strappò via una striscia sottile - in cambio io ti dò questo lembo della veste di Ghanima… la veste che indossava quando fu rapita dal tuo accampamento nel deserto, costringendomi ad intervenire per salvarla.

Stilgar accettò il frammento di tessuto con mano tremante - ti prendi gioco di me, mio Signore? 

- prendermi gioco di te? Sul mio onore Stilgar, non mi prenderei mai gioco di te. Ti ho dato un dono senza prezzo. Ti ordino di portarlo vicino al tuo cuore, perchè tu ricordi sempre che tutti gli esseri umani sono pronti a commettere errori, e che tutti i capi sono esseri umani.

un fugace sorriso aleggiò sulle labbra di Stilgar: - quale Naib saresti stato!

- Quale Naib io sono !!! Naib di tutti i Naib. Non dimenticarlo mai!

(da “i figli di Dune” di Frank Herbert)

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